giovedì 4 novembre 2010

E voi che ne pensate?

Non mi pare il caso di mettermi a parlare della nostra schifosa situazione politica, ne parlano già in tanti, ma se qualcuno ogni tanto ci legge, mi piacerebbe che ci raccontasse il suo punto di vista.
Mi piacerebbe avere la dimostrazione che non è vero che in Italia accettiamo sempre tutto, anche le porcherie peggiori (o è solo un'utopia?).

martedì 19 ottobre 2010

Il manifesto-ancora rischio chiusura

Riportiamo direttamente l'appello di Gabriele Polo:


Da alcuni mesi il governo ha azzerato il finanziamento pubblicodell’informazione cooperativa e politica, cancellando la legge sul diritto soggettivo, sostituendolo con un «fondo» per l’editoria, ancor oggi del tutto indefinito. La conseguenza, per quel che ci riguarda, è il dissolversi del 25% delle entrate. Da alcuni anni le nostre vendite sono in costante flessione e - per dare qualche cifra - nei primi nove mesi del 2010 le copie diffuse in edicola sono scese quasi del 20% rispetto allo stesso periodo del 2009, mentre gli abbonati sono il 10% in meno dell’anno precedente. Tra finanziamenti dissolti e copie perse stiamo soffocando: se non riusciremo a invertirne il corso «naturale», questi due fatti - soprattuto il primo, per rilevanza quantitativa - porteranno in pochi mesi alla chiusura del manifesto. Sul primo punto c’è poco da aggiungere a ciò che è stato detto mille volte e che i nostri lettori conoscono quasi a memoria. Cancellando un diritto di legge e sostituendolo con una concessione di bilancio, il governo in carica non fa altro che perseguire per via amministrativa uno dei suoi obiettivi politici di fondo, la distruzione del pluralismo e l’omologazione dell’informazione. In «cambio» dei quasi quattro milioni di euro che la legge ci garantiva, l’esecutivo ha promesso (a noi e a tutte le altre testate cooperative e politiche) qualche briciola tra gliavanzi di cassa di fine anno: quanto e quando non è dato sapere e così non possiamo nemmeno chiedere un prestito bancario. Il tutto avviene nel quasi totale silenzio o, persino, con la complicità di chi - contro l’odiato intervento pubblico in economia - elogia le capacità regolatrici del mercato e finge di credere che sia libero. Liberali autentici - curiosamente tra loro ci sono i più focosi avversari del premier - e rigorosi assertori della legalità come soluzione per tutti i mali. Dicono sciocchezze, ma al momento parecchio diffuse. Contro cui continueremo a batterci finché avremo voce, per i nostri diritti e i relativi finanziamenti pubblici. Sul secondo punto della nostra crisi il discorso sarebbe parecchio più lungo, editoriale e politico: dalle rivoluzioni in corso nel mondo dell’informazione alle involuzioni su cui si è avvitata la sinistra europea, quella italiana in particolare. Noi stiamo dentro l’uno e l’altro corno del problema, al tempo stesso vittime e protagonisti.Non possiamo venirne fuori da soli, ma non possiamo nemmeno considerarci senza colpa. Se il giornale «perde copie» e appare meno utile di un tempo è perché il nostro «media» funziona male e il nostro mestiere ha perso in vivacità e curiosità; perché siamo diventati politicamente pigri, rischiando il conformismo. Siamo parte (in causa) di una crisi generale, la cui risoluzione è tutta da costruire. Cosa che non avverrà dall’oggi al domani, chenon dipende solo da noi, ma che non possiamo attendere ci cada dal cielo. Di tutto questo dovremo continuare a parlare, «cercando ancora», come diceva Claudio Napoleoni. Se saremo ancora vivi. Perché questo non è affatto certo, i numeri ci porterebbero da tutt’altra parte. La «congiuntura» sopra descritta parla di collasso imminente. Per affrontarlo non basta nemmeno più lo stillicidio degli stipendi in perenne ritardo: non basta cioè continuare a lavorare in una condizione che da qualunque altra parte avrebbe portato al blocco totale delle attività (l’ultimo stipendio pagato quest’anno risale ad aprile e da lì si è andati avanti a piccoli acconti). Né è risolutivo lo stato di crisi che lo scorso 16 settembre abbiamo chiesto al ministero del lavoro, per cui - da quella data - 25 di noi sono in cassa integrazione (a rotazione) per due anni e quattordici soci della cooperativa andranno inprepensionamento nel corso dei prossimi mesi (portando il numero dei dipendenti sotto quota settanta, mentre solo cinque anni fa eravamo 120). Ma, si diceva, non basta nemmeno questo «sacrificio umano», perché la fine del finanziamento pubblico mette in discussione la stessa continuità aziendale. E’ in questo panorama che dovremo ripensare il nostro lavoro (il quotidiano che facciamo, il sito, i supplementi e gli speciali), il suo senso, la sua utilità, la nostra relazione con i lettori e con il «nostro mondo»: cioè il come esserci e fare politica nella particolare forma di un giornale. Coscienti che l’esito non è scontato. E, contemporaneamente, tenerci in vita facendo quadrare almeno un po’ i conti. Questo è lo stato dell'arte. La cosa più urgente, dopo il taglio dei finanziamenti pubblici, è sostituire l’editore pubblico che si defila - lo stato - con l'unico altro editore pubblico possibile - i lettori. Per questo «riapriamo» una sottoscrizione che non dovrebbe finire mai e anticipiamo la campagna abbonamenti 2011, chiedendo a tutti di partecipare e di promuoverla. Entro i prossimi tre mesi, per evitare che con la fine del 2010 arrivi anche la fine del manifesto.

Gabriele Polo

giovedì 7 ottobre 2010

Anna Politkovskaya

Quattro anni fa, oggi,  a Mosca veniva assassinata Anna Politkovskaya, giornalista russa che da anni combatteva per i diritti umani qui un articolo di Repubblica uscito subito dopo l'omicidio e qui un po' di wikipedia.

mercoledì 29 settembre 2010

Com'è andato il C-day?

Ed ora vi aggiorniamo su come è andato il Clandestino Day!
E' andato bene! Certo, come al solito non eravamo tantissimi, ma al pomeriggio il torneo di biliardino ha riscosso un discreto successo ed il dibattito della sera è stato molto interessante, ovviamente quando si invitano delle persone ad un dibattito, queste immaginano qualcosa di molto noioso e disertano, quindi alla sera eravamo davvero pochi ed è stato un peccato, perché Eleonora Lupi ed Emanuele Cappelletti ci hanno raccontato le loro esperienze in Tanzania ed Etiopia, accompagnando il racconto con bellissime foto (di entrambi), è stata una bella occasione per confrontare e conoscere realtà e culture diverse!
Grazie a tutti quelli che hanno partecipato, a Don Paolo per averci prestato il locale e alla Gramigna per averci prestato il biliardino.

dopo il dibattito

i vincitori del torneo di biliardino











I soldi che abbiamo raccolto verranno devoluti all'associazione Aloe .

mercoledì 22 settembre 2010

Clandestino Day-programma

CLANDESTINO DAY AMANDOLA

Dalle ore 16:30 torneo di biliardino antirazzista 

Dalle 16:30 per tutto il pomeriggio e la sera mostra fotografica NAKUPENDA RAFIKI (immagini del viaggio di Eleonora)

Dalle ore 21:30 incontro dibattito con Eleonora Lupi, da poco tornata da un viaggio in Tanzania con l'associazione Aloe (altri ospiti in attesa di conferma)

Il tutto nei locali di "Oltre"in Piazza Risorgimento.

Ringraziamo Don Paolo per averci prestato il locale e l'associazione La Gramigna per averci prestato il biliardino!

Vi aspettiamo!!!

sabato 18 settembre 2010

Aggiornamenti Clandestino Day

Allora...il 24 settembre si avvicina e noi ci stiamo organizzando! Il Clandestino Day è in arrivo!!! Vorremmo organizzare una piccola mostra fotografica, un dibattito ed un torneo di biliardino con annessa mini raccolta fondi per finanziare il progetto di un'associazione...ma chi ci presta il biliardino???? Chissà se riusciremo a fare tutto...
Come avrete notato, non ho scritto i dettagli di niente, questo perché ancora stiamo definendo tutto, comunque appena le cose saranno chiare, troverete tutte le informazioni di cui avete bisogno!

giovedì 9 settembre 2010

Doc 3

Ieri notte a Doc 3 è andato in onda un documentario molto interessante... e angosciante, questo l'argomento che trattava.
Quando troppa gente si riempie la bocca con facili stereotipi razzisti, dovrebbe prima informarsi su cosa succede realmente nel mondo!

Sito denuclearizzato