mercoledì 23 luglio 2014
AperiTiMostro 2014
martedì 30 luglio 2013
GRAZIE!!!
Siamo davvero felici di come è andata e speriamo sia piaciuto anche a chi ha scelto di fare un aperitivo un po' diverso dal solito per un fine settimana (GRAZIE PER ESSERE STATI CON NOI!). Già ci stanno venendo idee per l'anno prossimo e di certo stiamo già progettando altre iniziative per i prossimi mesi!
Un ringraziamento particolare va anche a tutti quelli che pur non facendo ufficialmente parte dell'associazione ci hanno aiutati nel lavoro di questi giorni ed agli artisti che si sono prestati ad esporre le loro opere e ad esibirsi sul nostro "palco".
GRAZIE A TUTTI!!!
ps stiamo caricando le foto su FB poi faremo una piccola raccolta anche qui! Continuate a seguirci!
domenica 28 luglio 2013
Dietro le quinte...AperiTiMostro 2013
GRAZIE A TUTTI!!!
E ora qualche foto della preparazione dell'AperiTiMostro 2013 (le altre le troverete presto su facebook).
martedì 23 luglio 2013
AperiTiMostro 2013
Il 27 e il 28 luglio alla Sala Rococò di Amandola torna l'AperiTiMostro.
Mostra d'arte, spettacoli, musica e aperitivo. I lavori procedono e noi vi aspettiamo questo fine settimana!!!
In tanti!!!!!!!!!
sabato 3 novembre 2012
FestAl Femminile-Ultime serate
All'interno della manifestazione è stata organizzata anche la mostra "Ali di donna" aperta fino a domenica dalle 17 alle 19, all'Auditorium Vittorio Virgili in piazza sempre ad Amandola.
domenica 22 luglio 2012
mercoledì 11 luglio 2012
giovedì 8 marzo 2012
8 marzo 2012
venerdì 10 febbraio 2012
martedì 19 ottobre 2010
Il manifesto-ancora rischio chiusura
Da alcuni mesi il governo ha azzerato il finanziamento pubblicodell’informazione cooperativa e politica, cancellando la legge sul diritto soggettivo, sostituendolo con un «fondo» per l’editoria, ancor oggi del tutto indefinito. La conseguenza, per quel che ci riguarda, è il dissolversi del 25% delle entrate. Da alcuni anni le nostre vendite sono in costante flessione e - per dare qualche cifra - nei primi nove mesi del 2010 le copie diffuse in edicola sono scese quasi del 20% rispetto allo stesso periodo del 2009, mentre gli abbonati sono il 10% in meno dell’anno precedente. Tra finanziamenti dissolti e copie perse stiamo soffocando: se non riusciremo a invertirne il corso «naturale», questi due fatti - soprattuto il primo, per rilevanza quantitativa - porteranno in pochi mesi alla chiusura del manifesto. Sul primo punto c’è poco da aggiungere a ciò che è stato detto mille volte e che i nostri lettori conoscono quasi a memoria. Cancellando un diritto di legge e sostituendolo con una concessione di bilancio, il governo in carica non fa altro che perseguire per via amministrativa uno dei suoi obiettivi politici di fondo, la distruzione del pluralismo e l’omologazione dell’informazione. In «cambio» dei quasi quattro milioni di euro che la legge ci garantiva, l’esecutivo ha promesso (a noi e a tutte le altre testate cooperative e politiche) qualche briciola tra gliavanzi di cassa di fine anno: quanto e quando non è dato sapere e così non possiamo nemmeno chiedere un prestito bancario. Il tutto avviene nel quasi totale silenzio o, persino, con la complicità di chi - contro l’odiato intervento pubblico in economia - elogia le capacità regolatrici del mercato e finge di credere che sia libero. Liberali autentici - curiosamente tra loro ci sono i più focosi avversari del premier - e rigorosi assertori della legalità come soluzione per tutti i mali. Dicono sciocchezze, ma al momento parecchio diffuse. Contro cui continueremo a batterci finché avremo voce, per i nostri diritti e i relativi finanziamenti pubblici. Sul secondo punto della nostra crisi il discorso sarebbe parecchio più lungo, editoriale e politico: dalle rivoluzioni in corso nel mondo dell’informazione alle involuzioni su cui si è avvitata la sinistra europea, quella italiana in particolare. Noi stiamo dentro l’uno e l’altro corno del problema, al tempo stesso vittime e protagonisti.Non possiamo venirne fuori da soli, ma non possiamo nemmeno considerarci senza colpa. Se il giornale «perde copie» e appare meno utile di un tempo è perché il nostro «media» funziona male e il nostro mestiere ha perso in vivacità e curiosità; perché siamo diventati politicamente pigri, rischiando il conformismo. Siamo parte (in causa) di una crisi generale, la cui risoluzione è tutta da costruire. Cosa che non avverrà dall’oggi al domani, chenon dipende solo da noi, ma che non possiamo attendere ci cada dal cielo. Di tutto questo dovremo continuare a parlare, «cercando ancora», come diceva Claudio Napoleoni. Se saremo ancora vivi. Perché questo non è affatto certo, i numeri ci porterebbero da tutt’altra parte. La «congiuntura» sopra descritta parla di collasso imminente. Per affrontarlo non basta nemmeno più lo stillicidio degli stipendi in perenne ritardo: non basta cioè continuare a lavorare in una condizione che da qualunque altra parte avrebbe portato al blocco totale delle attività (l’ultimo stipendio pagato quest’anno risale ad aprile e da lì si è andati avanti a piccoli acconti). Né è risolutivo lo stato di crisi che lo scorso 16 settembre abbiamo chiesto al ministero del lavoro, per cui - da quella data - 25 di noi sono in cassa integrazione (a rotazione) per due anni e quattordici soci della cooperativa andranno inprepensionamento nel corso dei prossimi mesi (portando il numero dei dipendenti sotto quota settanta, mentre solo cinque anni fa eravamo 120). Ma, si diceva, non basta nemmeno questo «sacrificio umano», perché la fine del finanziamento pubblico mette in discussione la stessa continuità aziendale. E’ in questo panorama che dovremo ripensare il nostro lavoro (il quotidiano che facciamo, il sito, i supplementi e gli speciali), il suo senso, la sua utilità, la nostra relazione con i lettori e con il «nostro mondo»: cioè il come esserci e fare politica nella particolare forma di un giornale. Coscienti che l’esito non è scontato. E, contemporaneamente, tenerci in vita facendo quadrare almeno un po’ i conti. Questo è lo stato dell'arte. La cosa più urgente, dopo il taglio dei finanziamenti pubblici, è sostituire l’editore pubblico che si defila - lo stato - con l'unico altro editore pubblico possibile - i lettori. Per questo «riapriamo» una sottoscrizione che non dovrebbe finire mai e anticipiamo la campagna abbonamenti 2011, chiedendo a tutti di partecipare e di promuoverla. Entro i prossimi tre mesi, per evitare che con la fine del 2010 arrivi anche la fine del manifesto.
mercoledì 22 settembre 2010
Clandestino Day-programma
Dalle ore 16:30 torneo di biliardino antirazzista
Dalle 16:30 per tutto il pomeriggio e la sera mostra fotografica NAKUPENDA RAFIKI (immagini del viaggio di Eleonora)
Dalle ore 21:30 incontro dibattito con Eleonora Lupi, da poco tornata da un viaggio in Tanzania con l'associazione Aloe (altri ospiti in attesa di conferma)
Il tutto nei locali di "Oltre"in Piazza Risorgimento.
Ringraziamo Don Paolo per averci prestato il locale e l'associazione La Gramigna per averci prestato il biliardino!
Vi aspettiamo!!!
domenica 9 maggio 2010
Peppino Impastato
venerdì 30 aprile 2010
FIORI SELVATICI, presentazione ad Ascoli
Segnaliamo la presentazione del libro del nostro amico Angelo:
Fiori selvatici
di Angelo Salvator Pemberton (Albatros/Il Filo Ed.)
IL LIBRO • Angelo Salvator Pemberton, con la silloge Fiori Selvatici, mette a contatto la poesia con la corporeità, con la fisicità, con la materia dell’universo. Attraverso il sogno, il racconto e la descrizione del reale vengono affrontate molteplici tematiche quali la conoscenza di se stesso, il desiderio, l’amore, la natura, l’esperienza. Grazie a una continua ricerca della visione, associata a un’attenta scelta del suono e del segno, si presenta, nella pagina, una lirica che è un momento di intuizione profonda che scopre e rischiara i pensieri e riesce a mettere in luce le emozioni, mediante la rappresentazione e la reinterpretazione della realtà. I fiori suggeriscono, quindi, dei percorsi, scelti non con facilità, ma con desiderio di introspezione e passionalità. La poesia procede per immagini creando delle atmosfere preziose e spesso ermetiche. Il linguaggio e le valutazioni stilistic he talvolta appaiono chiare, talvolta allusive, brevi o vicine allo scorrere della prosa richiamando, in questo modo, il percorso della coscienza e della propria interiorità. A tratti ci si trova di fronte a racconti poetici che, di pagina in pagina, creano delle splendide forme che riescono a stabilire delle sinergie tra la lirica e l’esperienza, tra l’inconscio e l’espresso, tra il sogno e il vero.
Angelo Salvator Pemberton è nato a Londra il 21 luglio del 1989. A due anni si è trasferito nel piccolo paese di Amandola, nelle Marche, dove tuttora risiede. Fiori Selvatici è la sua prima pubblicazione letteraria.
DOMENICA 2 MAGGIO 2010 ORE 18
Sala Conferenze Libreria Rinascita
Sarà presente l'autore






