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martedì 24 aprile 2012

Sappiamo da che parte stiamo!

Domani è la Festa della Liberazione, in un'epoca in cui tutto viene appiattito sul nulla, è giusto chiarire: non siamo tutti dalla stessa parte! E c'è questo articolo del Manifesto che lo spiega piuttosto bene.
Quindi evviva la Festa della Liberazione e buona lettura!

lunedì 13 giugno 2011

SI SI SI SI!!!! Festeggiamenti!!!

Dato che ne ho già scritto altrove, riporto qui il mio post, non ho più parole per esprimere la mia gioia e le mie considerazioni:
"L'emozione è tanta ed il post sarà caotico, ma dobbiamo festeggiareeeeeeeeee!!!!!!!!!!!
Ci siamo dati un gran da fare, è dal 2007 che ci diamo da fare per l'acqua pubblica (senza dimenticare l'importanza di nucleare e legittimo impedimento) e negli ultimi mesi ci siamo veramente sbattuti per fare informazione. Sono così orgogliosa di questo referendum. Abbiamo dimostrato che il nostro paese non è del tutto addormentato. E loro possono dire quello che vogliono, ma sbagliano: la gente si è informata ed ha votato in modo consapevole!!! Se quasi il 60% degli italiani aventi diritto al voto, ha votato ed ha votato SI, vuol dire che la maggioranza di chi vota non è d'accordo con le scelte della nostra classe politica e non parlo solo del governo, perché ho appena sentito Bersani parlare di partecipazione pubblico-privata nella gestione dell'acqua, loro hanno già pronta la legge, sta a noi continuare a seguire la faccenda!!!
Vogliamo parlare di nucleare e legittimo impedimento? Ci teniamo all'ambiente, alla nostra salute e la legge deve essere uguale per tutti!!! Più chiaro di così...
I messaggi arrivano chiari, sia dalle precedenti amministrative, che da questo referendum ed è inutile che il PD si prenda meriti che non ha, questa è democrazia dal basso e dimostra che i perdenti sono anche loro, che non hanno ancora capito che vogliamo scelte serie e coerenti e che il loro tenere i piedi in due staffe ci ha rotto le scatole!
EVVIVA!!!!"
Vorrei solo aggiungere un ringraziamento a tutti quelli che hanno aderito al Comitato Sibillini Acqua Bene Comune! Ragazzi abbiamo fatto un gran lavoro!!!!

martedì 19 ottobre 2010

Il manifesto-ancora rischio chiusura

Riportiamo direttamente l'appello di Gabriele Polo:


Da alcuni mesi il governo ha azzerato il finanziamento pubblicodell’informazione cooperativa e politica, cancellando la legge sul diritto soggettivo, sostituendolo con un «fondo» per l’editoria, ancor oggi del tutto indefinito. La conseguenza, per quel che ci riguarda, è il dissolversi del 25% delle entrate. Da alcuni anni le nostre vendite sono in costante flessione e - per dare qualche cifra - nei primi nove mesi del 2010 le copie diffuse in edicola sono scese quasi del 20% rispetto allo stesso periodo del 2009, mentre gli abbonati sono il 10% in meno dell’anno precedente. Tra finanziamenti dissolti e copie perse stiamo soffocando: se non riusciremo a invertirne il corso «naturale», questi due fatti - soprattuto il primo, per rilevanza quantitativa - porteranno in pochi mesi alla chiusura del manifesto. Sul primo punto c’è poco da aggiungere a ciò che è stato detto mille volte e che i nostri lettori conoscono quasi a memoria. Cancellando un diritto di legge e sostituendolo con una concessione di bilancio, il governo in carica non fa altro che perseguire per via amministrativa uno dei suoi obiettivi politici di fondo, la distruzione del pluralismo e l’omologazione dell’informazione. In «cambio» dei quasi quattro milioni di euro che la legge ci garantiva, l’esecutivo ha promesso (a noi e a tutte le altre testate cooperative e politiche) qualche briciola tra gliavanzi di cassa di fine anno: quanto e quando non è dato sapere e così non possiamo nemmeno chiedere un prestito bancario. Il tutto avviene nel quasi totale silenzio o, persino, con la complicità di chi - contro l’odiato intervento pubblico in economia - elogia le capacità regolatrici del mercato e finge di credere che sia libero. Liberali autentici - curiosamente tra loro ci sono i più focosi avversari del premier - e rigorosi assertori della legalità come soluzione per tutti i mali. Dicono sciocchezze, ma al momento parecchio diffuse. Contro cui continueremo a batterci finché avremo voce, per i nostri diritti e i relativi finanziamenti pubblici. Sul secondo punto della nostra crisi il discorso sarebbe parecchio più lungo, editoriale e politico: dalle rivoluzioni in corso nel mondo dell’informazione alle involuzioni su cui si è avvitata la sinistra europea, quella italiana in particolare. Noi stiamo dentro l’uno e l’altro corno del problema, al tempo stesso vittime e protagonisti.Non possiamo venirne fuori da soli, ma non possiamo nemmeno considerarci senza colpa. Se il giornale «perde copie» e appare meno utile di un tempo è perché il nostro «media» funziona male e il nostro mestiere ha perso in vivacità e curiosità; perché siamo diventati politicamente pigri, rischiando il conformismo. Siamo parte (in causa) di una crisi generale, la cui risoluzione è tutta da costruire. Cosa che non avverrà dall’oggi al domani, chenon dipende solo da noi, ma che non possiamo attendere ci cada dal cielo. Di tutto questo dovremo continuare a parlare, «cercando ancora», come diceva Claudio Napoleoni. Se saremo ancora vivi. Perché questo non è affatto certo, i numeri ci porterebbero da tutt’altra parte. La «congiuntura» sopra descritta parla di collasso imminente. Per affrontarlo non basta nemmeno più lo stillicidio degli stipendi in perenne ritardo: non basta cioè continuare a lavorare in una condizione che da qualunque altra parte avrebbe portato al blocco totale delle attività (l’ultimo stipendio pagato quest’anno risale ad aprile e da lì si è andati avanti a piccoli acconti). Né è risolutivo lo stato di crisi che lo scorso 16 settembre abbiamo chiesto al ministero del lavoro, per cui - da quella data - 25 di noi sono in cassa integrazione (a rotazione) per due anni e quattordici soci della cooperativa andranno inprepensionamento nel corso dei prossimi mesi (portando il numero dei dipendenti sotto quota settanta, mentre solo cinque anni fa eravamo 120). Ma, si diceva, non basta nemmeno questo «sacrificio umano», perché la fine del finanziamento pubblico mette in discussione la stessa continuità aziendale. E’ in questo panorama che dovremo ripensare il nostro lavoro (il quotidiano che facciamo, il sito, i supplementi e gli speciali), il suo senso, la sua utilità, la nostra relazione con i lettori e con il «nostro mondo»: cioè il come esserci e fare politica nella particolare forma di un giornale. Coscienti che l’esito non è scontato. E, contemporaneamente, tenerci in vita facendo quadrare almeno un po’ i conti. Questo è lo stato dell'arte. La cosa più urgente, dopo il taglio dei finanziamenti pubblici, è sostituire l’editore pubblico che si defila - lo stato - con l'unico altro editore pubblico possibile - i lettori. Per questo «riapriamo» una sottoscrizione che non dovrebbe finire mai e anticipiamo la campagna abbonamenti 2011, chiedendo a tutti di partecipare e di promuoverla. Entro i prossimi tre mesi, per evitare che con la fine del 2010 arrivi anche la fine del manifesto.

Gabriele Polo

sabato 1 maggio 2010

FESTA DEI LAVORATORI

"Una grande manifestazione sarà organizzata per una data stabilita, in modo che simultaneamente in tutti i paesi e in tutte le città, nello stesso giorno, i lavoratori chiederanno alle pubbliche autorità di ridurre per legge la giornata lavorativa a otto ore e di mandare ad effetto le altre risoluzioni del Congresso di Parigi".

Il primo "1 maggio" fu celebrato nel 1889, e venne scelta questa data per ricordare il 1 maggio 1886, giorno in cui, una manifestazione operaia a Chicago era stata repressa nel sangue; dopo il grande successo dell'iniziativa, si decise di renderla un appuntamento annuale: ebbe inizio la Festa dei lavoratori.

giovedì 11 giugno 2009

Berlinguer


L' 11 GIUGNO 1984 MORIVA A PADOVA ENRICO BERLINGUER.
« La questione morale esiste da tempo, ma ormai essa è diventata la questione politica prima ed essenziale perché dalla sua soluzione dipende la ripresa di fiducia nelle istituzioni, la effettiva governabilità del paese e la tenuta del regime democratico. »
(Enrico Berlinguer)
DOPO TANTI ANNI MI PARE CHE IL PROBLEMA DEL NOSTRO PAESE SIA SEMPRE LO STESSO.

lunedì 16 marzo 2009

Appello per una lista unica della sinistra

Riporto qui le prime righe dell'appello:
"In occasione delle elezioni europee del 6/7 giugno 2009 diamo vita insieme a una lista unica della sinistra “Per la democrazia” dalla quale restino esclusi i dirigenti dei partiti, che pure sono invitati a promuoverla insieme al più ampio arco di forze e movimenti della società civile."
mi sembra una proposta interessante e per chi volesse aderire ecco il sito su cui farlo:
perleeuropee.wordpress.com/appello-per-una-lista-unica-della-sinistra/
diciamo che è una debolissima speranza...

Sito denuclearizzato